CONFCOMMERCIO RAVENNA
PER AFFRONTARE LA CRISI DELLE ATTIVITÀ DI VICINATO E DEI CENTRI STORICI OCCORRE RESTITUIRE REDDITO DISPONIBILE ALLE FAMIGLIE
A Ravenna i costi della raccolta rifiuti dal 2017 al 2026 aumentati del 34,22%

Il Centro Studi di Confcommercio ha evidenziato in questi giorni come, nel 2026, il 41,7% dei consumi delle famiglie sia assorbito dalle cosiddette spese obbligate. Significa che, ogni 100 euro destinati ai consumi, oltre 41 euro vengono utilizzati per sostenere spese dalle quali non è possibile sottrarsi.
Un dato che deve far riflettere anche quando si parla della crisi del commercio e dell’artigianato di vicinato e della progressiva desertificazione dei centri storici. Se diminuisce il reddito disponibile delle famiglie, si riduce inevitabilmente anche la capacità di spesa destinata ai consumi e, di conseguenza, viene meno una parte della domanda che sostiene le attività commerciali e artigianali.
A questo si aggiungono l'aumento della pressione fiscale, comprese le imposte locali, e gli effetti delle tensioni e dei conflitti internazionali, che hanno contribuito a mantenere elevati i costi dell'energia, del gas e dei carburanti, innescando una catena di aumenti che si riflette sui prezzi di beni e servizi.
Proprio in questi giorni è tornato con forza il tema della desertificazione commerciale e artigianale, un fenomeno che interessa molti Comuni italiani e che impone di individuare nuove politiche capaci di creare condizioni più favorevoli per chi decide di investire, aprire una nuova attività e mantenere vivo il tessuto economico e sociale dei quartieri e dei centri storici.
Confcommercio Ravenna in questi giorni ha effettuato una propria rilevazione sull'andamento dei costi della raccolta dei rifiuti nel Comune di Ravenna nel periodo 2017-2026, utilizzando le delibere relative alla TARI fino al 2024 e quelle relative alla Tariffa Corrispettiva Puntuale dal 2025.
Il dato più significativo che emerge dall'analisi è un incremento complessivo del costo della raccolta dei rifiuti pari al 34,22% nel periodo considerato.
Si è passati infatti da un costo complessivo del servizio di 29.634.769,55 euro nel 2017 a 39.760.820 euro nel 2026, con un incremento complessivo di 10.126.050,45 euro.
Particolarmente significativo è l'andamento registrato negli ultimi anni, nei quali i costi del servizio hanno continuato a crescere in maniera consistente.
Nel 2024, quando era ancora in vigore il sistema TARI, si è registrato un incremento dell'8,85%, pari a circa 2,91 milioni di euro. Nel 2025 con l'introduzione della Tariffa Corrispettiva Puntuale l'aumento è stato dell'8,89%, per circa 3,19 milioni di euro, mentre nel 2026, si è registrato un ulteriore incremento dell'1,98%, pari a circa 770 mila euro.
Alla luce di questi dati, Confcommercio Ravenna auspica che possano essere scongiurati ulteriori incrementi futuri dei costi della raccolta dei rifiuti, che finirebbero inevitabilmente per gravare sia sui residenti sia sulle imprese del territorio.
Quest'anno abbiamo apprezzato lo sforzo compiuto dal Comune che, anche a seguito di una precisa richiesta avanzata dalla nostra associazione, ha provveduto a rimodulare alcune tariffe relative alle categorie che erano state particolarmente penalizzate dall'introduzione della Tariffa Corrispettiva Puntuale.
Diventa altrettanto urgente la ulteriore modifica del Regolamento della T.C.P. inserendo le proposte di miglioramento dello stesso, avanzate più volte dalle imprese per il tramite della nostra associazione.
È altresì necessario mettere in campo tutte le sinergie possibili per recuperare efficienza nel sistema di raccolta, verificando puntualmente dove si registrino inefficienze e intervenendo, laddove necessario, anche attraverso una riorganizzazione e una maggiore automazione dei sistemi di raccolta.
L'obiettivo deve essere chiaro: ridurre progressivamente i costi complessivi del servizio per evitare questo continuino ad aumentare, poiché ogni ulteriore incremento finisce per pesare sulle famiglie e sulle imprese.



























