CARO ENERGIA, IMPRESE RAVENNATI ANCORA SOTTO PRESSIONE: SERVONO RISPOSTE RAPIDE E CONCRETE

di Mauro Mambelli*
Il tema dell’energia torna, purtroppo, al centro delle preoccupazioni delle imprese del terziario della provincia di Ravenna. In un contesto internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni in Medio Oriente, il rischio di nuovi forti rincari di luce e gas è tutt’altro che remoto. E, ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono le nostre imprese, già messe a dura prova negli ultimi anni.
I dati parlano chiaro: rispetto al 2019, le aziende del terziario sostengono oggi costi per l’energia elettrica superiori di quasi il 30% e per il gas addirittura oltre il 70%. Un incremento che ha inciso profondamente sui bilanci aziendali, erodendo margini e riducendo la capacità di investimento. E lo scenario potrebbe peggiorare ulteriormente.
Le stime più prudenti indicano possibili aumenti delle bollette del 4,3% per l’energia elettrica e del 3% per il gas. Ma nello scenario più critico si potrebbe arrivare a rincari superiori al 13% per l’elettricità e fino al 43% per il gas. Numeri che, tradotti nella realtà quotidiana delle imprese ravennati, significano centinaia, se non migliaia, di euro in più ogni mese.
Pensiamo agli alberghi della nostra costa, da Marina di Ravenna a Milano Marittima, che potrebbero trovarsi a sostenere aumenti di circa 900 euro al mese per l’elettricità e 1.000 euro per il gas. Oppure ai supermercati e alle attività della grande distribuzione, con rincari stimati di centinaia di euro mensili. Senza dimenticare bar, ristoranti, negozi di vicinato e pubblici esercizi di Ravenna, Faenza, Lugo e Cervia, dove ogni aumento si traduce in una pressione insostenibile sui conti.
Il tessuto economico della nostra provincia è composto in larga parte da micro, piccole e medie imprese: realtà dinamiche ma strutturalmente più fragili di fronte a shock esterni come quello energetico. Sono le stesse imprese che hanno già affrontato, con grande senso di responsabilità, la pandemia, le restrizioni, il caro materie prime e la prima ondata di rincari energetici. Oggi si trovano nuovamente a fare i conti con un clima di forte incertezza.
E l’incertezza è il nemico principale di chi fa impresa. Senza stabilità dei costi, diventa difficile programmare, investire, assumere. Il rischio concreto è quello di un rallentamento dell’economia locale, con ripercussioni su occupazione, servizi e qualità della vita delle nostre comunità.
Non possiamo permetterci di rivivere quanto già accaduto negli anni scorsi. Le imprese ravennati hanno dimostrato resilienza, capacità di adattamento e spirito di sacrificio. Ma non si può chiedere loro di resistere all’infinito senza un adeguato supporto.
Per questo è fondamentale che le istituzioni intervengano con tempestività. Occorre dare piena attuazione alle misure previste dal decreto bollette, ma anche prevedere interventi straordinari capaci di incidere nell’immediato sui costi energetici. È necessario rafforzare i meccanismi di controllo per contrastare la volatilità dei mercati e prevenire fenomeni speculativi.
Allo stesso tempo, bisogna sostenere concretamente le imprese nel percorso verso l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Ravenna è una provincia operosa, fatta di commercio, turismo, servizi e accoglienza: le nostre imprese non chiedono assistenza, ma condizioni eque per poter lavorare, crescere e continuare a essere un punto di riferimento per il territorio. Difendere il terziario significa difendere l’economia reale, l’occupazione e la vitalità delle nostre città.
*Presidente Confcommercio provincia di Ravenna



























