L’intervento: il presidente di Confcommercio Mauro Mambelli*

«In un anno bruciati oltre 700 milioni di euro di consumi»

In molti abbiamo pensato che quest’anno le vacanze di Pasqua avrebbero rappresentato almeno una parziale liberazione dall’incubo Covid. Una speranza che nelle ultime settimane si è trasformata in una

chimera. Non spetta a noi come Associazione di categoria e imprenditori decidere restrizioni più marcate o meno, non spetta a noi analizzare i dati quotidiani. A noi spetta il compito di fare sentire la voce di migliaia di imprese che si trovano in difficoltà, che soffrono, che in alcuni casi (purtroppo sempre più in queste ultimi mesi) non ce la fanno ad andare avanti. Dopo un anno di tira e molla, di aperture e di chiusure repentine dell’ultimo momento, che ci sono stati calati dall’alto senza avvertirci per tempo, la situazione non è cambiata. Ciò che è cambiato però nelle imprese, in particolare per quelle chiuse, è l’aumentata sfiducia per la piena ripartenza, che ancora non si intravede, e che crea ulteriore incertezza non solo economica, ma anche psicologica. L’abbiamo detto molte volte che per trovare un anno peggiore del 2020, sotto il profilo economico, bisogna risalire più o meno al 1944. Lo scorso anno i consumi sono crollati rispetto al 2019 di circa duemila euro a testa. In totale una montagna di soldi. A conti fatti in provincia di Ravenna sono stati bruciati oltre 700 milioni di euro di consumi. I ristori, quei pochi che sono arrivati fino ad ora, hanno colmato solo una piccolissima parte delle perdite subite dalle imprese nell’intero 2020 e se non si mette in campo al più presto un vero e proprio piano di indennizzi, rapportati alle perdite effettive subite, i danni della pandemia potrebbero essere irreversibili, minando la stessa tenuta delle aziende. Intervento, questo, indispensabile, assieme a ‘più credito’ per superare uno dei maggiori ostacoli alla ripresa nell’anno in corso. La concentrazione della caduta verticale dei consumi ha colpito pesantemente e seriamente il commercio non alimentare, in particolare abbigliamento e calzature, alberghi, bar, ristoranti, palestre, viaggi, spettacoli, cultura, trasporti, ecc. E sul turismo, forza del nostro territorio, facciamo affidamento per la ripresa, consapevoli che, grazie al coraggio e alla determinazione degli imprenditori del settore, possa essere protagonista di una crescita robusta e duratura. Per un imprenditore è importante la dignità di poter lavorare, in sicurezza, per programmare un futuro diverso di solida ripartenza. Sarebbe troppo facile per noi dire ‘meno chiusure e più vaccini’, ma siamo responsabili. Però non dimentichiamoci della disperazione di molti imprenditori, ai quali deve essere data la possibilità di continuare a creare ricchezza e occupazione. *Presidente Confcommercio provincia di Ravenna

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