MIGLIORA L’ECONOMIA, PIL A +0,9% CONFCOMMERCIO VEDE POSITIVO PREVISIONI DI CRESCITA PER IL 2026. SANGALLI: «CONSUMI E FIDUCIA IN AUMENTO, ORA POLITICHE EFFICACI»

Il quadro congiunturale di inizio 2026 offre segnali più incoraggianti per l’economia italiana: l’inflazione rientra, il potere d’acquisto torna a respirare e i consumi mostrano una ripresa più diffusa rispetto ai mesi precedenti.
La «Sintesi Congiuntura» dell’Ufficio Studi di Confcommercio descrive una fase in cui l’aumento dei prezzi, depurato dagli elementi temporanei, «ha cessato di rappresentare un freno strutturale» per famiglie e imprese: la stima tendenziale di gennaio si colloca allo 0,7%, in calo rispetto all’1,2% di dicembre. Il dato chiave è il ritorno in territorio positivo del reddito reale disponibile: secondo Confcommercio, nei primi tre trimestri del 2025 supera i livelli pre-pandemici con un +4,6% rispetto al 2019. La spesa delle famiglie, invece, recupera più lentamente (+1,2% 2025/2019), ma negli ultimi mesi del 2025 evidenzia «una chiara inversione di tendenza», sostenuta dall’allentamento delle pressioni inflazionistiche e dal miglioramento del clima di fiducia. La fiducia è l’altro motore della fase. Da ottobre-novembre si osserva un cambio di passo: per le imprese l’indicatore cresce mese su mese da settembre per quattro mesi consecutivi, con un incremento complessivo di circa +3% rispetto a luglio; per le famiglie si registra +1,7% a dicembre su novembre. Le intenzioni di spesa risultano in crescita sia rispetto al 2024 sia rispetto alla prima parte del 2025. I primi riscontri, del resto, sono già visibili nei numeri del commercio e del turismo. Confcommercio segnala che il Black Friday ha generato 4,9 miliardi di euro di spesa, con un balzo del +19,5% sul 2024. I consumi natalizi mostrano un aumento reale del 2,8% per famiglia, e i viaggiatori italiani nel ponte dell’Immacolata crescono del 4,9%. Anche le vendite al dettaglio reali tornano a muoversi. Il turismo conferma un contributo positivo, con presenze in aumento dell’1,6% nel bimestre ottobre-novembre. Nel complesso, il rafforzamento della domanda interna nel quarto trimestre (+0,5% tendenziale), con una particolare accelerazione tra novembre (+0,6%) e dicembre (+1%), fornisce un apporto rilevante alle prospettive del Pil: la stima di Confcommercio indica una crescita a gennaio 2026 dello 0,5% rispetto a dicembre e dell’1,2% nel confronto annuo. Per l’intero 2026 lo scenario resta «moderatamente ottimistico», con una previsione di +0,9%. Un elemento strutturale, infine, emerge dalla composizione della spesa: prosegue una progressiva «terziarizzazione» legata soprattutto a tempo libero e servizi. Su questo sfondo si colloca il commento del presidente Carlo Sangalli: il «risveglio dei consumi - durante il Black Friday, il Natale e l’avvio dei saldi - è un segnale positivo perché conferma il recupero della fiducia. Ma per rendere la crescita «più robusta», avverte, servono interventi di politica economica su tre assi: riduzione delle tasse su famiglie e imprese, semplificazione della burocrazia e condizioni migliori per favorire la partecipazione di giovani e donne al mercato del lavoro.



























