LE RICHIESTE DI CONFCOMMERCIO RAVENNA AI CANDIDATI ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE

Le priorità: sicurezza, fisco e lavoro

Confcommercio Ravenna in vista delle prossime elezioni del 4 marzo ritiene opportuno evidenziare ai candidati del territorio le misure indispensabili per una crescita più sostenuta e per creare condizioni di mercato più favorevoli per

la competitività delle imprese del terziario di mercato.

Queste, in sintesi, le proposte: in materia fiscale, chiediamo innanzitutto l'eliminazione degli aumenti dell'Iva previsti per il 2019, un'eventualità che avrebbe effetti catastrofici sui consumi delle famiglie e penalizzerebbe i livelli di reddito medio-bassi; propone, inoltre, una riforma dell'Irpef che preveda poche aliquote ridotte e l'introduzione di una "no tax area".

Da uno studio della Confcommercio Nazionale emerge la progressiva desertificazione dei centri storici per quanto concerne le attività commerciali. Ciò comporta un danno incalcolabile a tutto il tessuto economico e sociale. Le cause sono principalmente dovute alle difficoltà di accesso ai centri storici, il loro progressivo spopolamento ed anche agli alti canoni di locazione. Da qui discende la proposta forte che prevede meno tasse e più incentivi per le imprese che hanno un’attività commerciale o che intendono crearne una nei centri storici. Necessita pertanto la riduzione e la semplificazione della tassazione locale attraverso l'introduzione di una "local tax", che comprenda IMU, TASI e TARI e che sia completamente deducibile oltre ad una cedolare secca sulle locazioni commerciali. Tra le priorità, sempre in ambito fiscale, il riporto delle perdite per le imprese in contabilità semplificata che adottano il nuovo regime di cassa e la web tax per le multinazionali dell'e-commerce.

In materia di lavoro, confermiamo la necessità di mantenere alcune importanti novità introdotte dal Jobs Act, come la flessibilità del lavoro, la riforma degli ammortizzatori e il bilanciamento delle politiche attive e passive. Si ritiene indispensabile procedere nella riduzione strutturale del costo del lavoro e individuare uno strumento per il lavoro occasionale in grado di colmare il vuoto generato dall'abolizione dei voucher che sia semplice e utilizzabile da tutte le imprese, non solo fino a 5 dipendenti. Rispetto al salario minimo per legge, esprimiamo contrarietà proponendo di fare riferimento alle retribuzioni stabilite dai contratti collettivi nazionali di categoria.

In ambito previdenziale, si ribadisce che qualsiasi intervento sul sistema pensionistico deve garantire la stabilità dei conti e la sostenibilità futura.

Altre temi prioritari riguardano: il commercio (no all’ulteriore apertura di grandi centri commerciali, no a ulteriori liberalizzazioni, reintroduzione di una regolazione minima per le aperture dei negozi, eliminazione del vantaggio competitivo per gli agricoltori nelle attività di distribuzione e somministrazione), il credito (rafforzamento degli strumenti di "microcredito" imprenditoriale, attuazione della riforma del fondo di garanzia per le Pmi e rilancio dei confidi), il turismo (necessità di attuare il Piano strategico di sviluppo del turismo, contrasto all'abusivismo, rafforzamento del credito d'imposta), la città (necessità di una strategia nazionale per la riqualificazione urbana e la programmazione commerciale), l'innovazione (allargamento della platea delle imprese che possono accedere alle misure previste dal piano Impresa 4.0), i pagamenti elettronici (maggiore diffusione di questi strumenti, ma no a obblighi e sanzioni per la mancata accettazione di bancomat e carte di credito).

La burocrazia è una vecchia malattia che in Italia, più che in altri Paesi, ha prodotto e continua a produrre effetti dannosi, effetti pericolosi perché incide pesantemente sul rapporto di fiducia tra imprenditori e pubblica amministrazione. Un dato per tutti: i conti annuali per gli adempimenti burocratici per le micro e piccolissime imprese assommano complessivamente a circa 33 miliardi di euro, cioè 8.000 euro per ogni impresa, un prezzo che nessuna impresa merita di pagare. A oggi molti imprenditori combattono contro la cattiva burocrazia e le procedure sognando più digitale e semplificazione.

Inoltre, per quanto riguarda il tema della sicurezza in generale e da furti e rapine in particolare, lo consideriamo uno dei punti più sensibili per imprese e cittadini. Oggi la sensazione di insicurezza è giunta ormai a livelli di allarme sociale e i cittadini e gli imprenditori si stanno organizzando in proprio per limitare i danni loro causati dalla criminalità. Occorre prevedere forme di prevenzione adatte a scoraggiare chi si accinge a delinquere.

In questo quadro è fondamentale che si approvino norme sulla misura e sulla certezza della pena, specie per quei reati predatori che destano grande preoccupazione ed allarme sociale. Non si può continuare ad essere il ‘paradiso penale dei banditi’, come recentemente affermato dal Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bologna.

L’impresa va considerata come un bene sociale da difendere, perché dove si insedia crea maggiore vivibilità e sicurezza al cittadino. Il tema della sicurezza deve diventare una priorità. Per questo occorre incentivare l’insediamento e la permanenza delle attività commerciali in città e nel forese, mediante interventi sulla fiscalità per facilitare o consentirne la permanenza. Tali attività svolgono ormai una funzione sociale insostituibile a favore dei residenti soprattutto per le fasce più deboli come ad esempio gli anziani, che sono i primi ad essere colpiti dalla desertificazione commerciale. Esistono già molte località del forese dove il commercio di vicinato per diverse categorie merceologiche sta scomparendo. Laddove questo accade si presenta un problema di sicurezza. La micro-crimininalità si insedia in quelle aree e sottrae spazi alla cittadinanza.

E da ultimo, ma non per importanza, il tema della raggiungibilità di Ravenna sia stradale che ferroviaria che ci vede fanalino di coda in regione dal punto di vista infrastrutturale. Lo sviluppo economico del territorio che non è adeguatamente coperto da una rete ferroviaria moderna, è stato fortemente penalizzato dalla mancata realizzazione della grande arteria di comunicazione Orte-Ravenna-Venezia E55. Opera strategica, prima prevista e poi definitivamente abbandonata. Su questo c’è una grande preoccupazione. Il turismo e non solo deve poter contare su infrastrutture adeguate.