da il Resto del Carlino 8 luglio 2019

UN TURISMO IMMOBILE

di RAFFAELE CALISESI

I DATI dei primi sei mesi del 2019 ci mostrano una situazione di stallo per il turismo ravennate. Non ci sono decrementi vistosi e neppure aumenti fragorosi. Nonostante lo spot nazionale della trasmissione di Alberto Angela ‘Meraviglie -

La penisola dei tesori’, che ha avuto una ricaduta turistica sul territorio nel mese di aprile, oggi facciamo i conti con le fragilità endemiche della città d’arte e del mare che non riescono proprio a rialzarsi e perdono quote di mercato. Il confronto con alcune città d’arte a noi vicine è purtroppo impietoso. Un dato per far comprendere quanto sono aumentate le presenze nelle altre città d’arte è il seguente: Padova che è la quarta città d’arte in Italia come crescita, dopo Matera, Napoli e Verona, dal 2010 al 2017 ha visto un incremento del 55,6% di presenze; Verona è cresciuta del 62,7%. Ravenna non ha certo queste percentuali. Siamo troppo piccoli per competere con queste città? Figuriamo per competere con Firenze o Venezia. Secondo me Ravenna ha un grande patrimonio inespresso e grandi margini di crescita. *Presidente Federalberghi Confcommercio Ravenna

 I LIDI ravennati non hanno una propria identità locale e hanno un’insufficiente manutenzione degli arredi, del verde, delle strade e una carenza di servizi. Serve una svolta, un cambio di marcia per far crescere i numeri turistici della città e dei lidi. Come Federalberghi la nostra ricetta è semplice ed è sempre la stessa. Occorre puntare su un manager per riorganizzare la promozione locale, che dia spinta a progetti pluriennali e non di corto raggio (ad esempio Dante2021). Di questo ne ho parlato e condiviso le idee in un incontro con il direttore APT Emanuele Burioni, persona di grande competenza turistica, con lui intendo intraprendere un percorso di confronto comune. Occorre definire a quali fiere partecipare per promuovere il nostro prodotto. Occorre scommettere sull’integrazione degli aeroporti di Forlì, Bologna e Rimini, come già accade per gli aeroporti del Veneto. I dati del Veneto, se confrontati con quelli dell’Emilia-Romagna, evidenziano che la nostra quota di turisti stranieri è un terzo dei quelli che si recano in Veneto. Solo con l’integrazione di questi aeroporti potremmo conquistare nuovi turisti e mercati e questo farebbe crescere il tessuto economico del territorio. Raffaele Calisesi presidente Federalberghi Confcommercio Ravenna

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