il Resto del Carlino 21 febbraio 2019

Ascom all’attacco «Il centro storico tutta ztl? Diventerebbe un deserto»
Mambelli critica il Piano della mobilità sostenibile

IL RISCHIO maggiore: il Piano della mobilità sostenibile (Pums). L’ultimo tram: Dante 2021. E’ più che un allarme quello che lancia Mauro Mambelli, presidente di Confcommercio Ravenna. «Vi sono una serie di fattori che, in questo

preciso momento, pesano negativamente sul quadro economico e stanno acuendo un clima di incertezza. Purtroppo, l’incertezza è una percezione che non è favorevole all’economia del territorio». E la mente di Mambelli torna al passato quando «il gruppo Ferruzzi fu spazzato via dalla scena economica cittadina e il commercio ne risentì immediatamente le ripercussioni proprio per la scomparsa dell’indotto che si muoveva con le attività finanziarie del gruppo». Ora ci sono però «altri segnali di allarme in arrivo». Confcommercio cita «l’allarme lanciato dal Sindaco sui rischi derivanti dallo stop all’industria estrattiva nel ravennate per i prossimi 18 mesi». Altro settore importante è quello del porto: «Purtroppo, per le note vicende il porto di Ravenna ha perso posizioni, ma soprattutto ha ridimensionato il comparto delle crociere. Il danno creato alla città e all’economia è e sarà molto consistente». E poi ancora «sono preoccupato, e non poco, della situazione del commercio e dell’artigianato in città e nella fascia sub urbana dove si sta assistendo a una vera e propria desertificazione commerciale. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile vedere in via Cavour negozi in vendita da tempo e che rimangono sfitti per lunghi periodi. Ma quello che più di tutto mi preoccupa è l’approvazione del cosiddetto Pums ovvero il piano della mobilità sostenibile, una specie di moloch che, se applicato integralmente, trasformerà tutto il centro storico in una Ztl con la conseguente inevitabile desertificazione» chiosa Mambelli. Per il leader della Confcommercio il Pums è nato «in un altro contesto economico e culturale ed è un progetto fortemente ideologico. Se la Regione non cambierà al più presto rotta, presumo che si darà il colpo di grazia alle attività del centro storico». I tecnici del Comune di Ravenna evidenziano in risposta a un’osservazione al Pums che «questo ‘ha l’obiettivo di ridurre gli spostamenti in auto a favore di bici e trasporto pubblico all’interno del centro abitato’. Ma ci si rende conto che questo vorrebbe dire far morire tutte quelle attività non collocate negli assi via Cavour e Via Diaz e che comunque anche in quelle strade le attività risentiranno fortemente della situazione?». Per Mambelli una risposta alle preoccupazioni potrebbe venire dal turismo «nonostante la cronica mancanza di infrastrutture viarie e ferroviarie». Le speranze sono riposte in Dante 2021. «Non possiamo permetterci però di sbagliare. Dobbiamo essere preparati per un evento di tale spessore e questa opportunità, se ben gestita, potrebbe darci slancio internazionale per diversi anni». Come raggiungere questo obiettivo? «Prima di tutto è necessario poter contare su persone con una mentalità aperta a 360° sul mondo dell’economia turistica. Chi deve prendere decisioni deve essere all’altezza della situazione – conclude Mambelli – e non aver paura di compiere scelte, anche azzardate, perché l’occasione è davvero unica».

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