il Resto del Carlino 14 marzo 2019

L’INTERVISTA GISELLE CAVALLARI, PSICOLOGA E PSICOTERAPEUTA
E per i lavoratori in crisi c’è lo sportello psicologico

GISELLE Cavallari ha 45 anni e lavora come psicologa e psicoterapeuta a Ravenna da quasi 20. Ha collaborato con associazioni del territorio come Ior e Ail ed è coordinatrice regionale Sipap (società italiana psicologi area

professionale). Assieme a sei colleghe (nella foto) presto gestirà uno sportello chiamato ‘Ti ascolto’ nella sede di Confcommercio Ravenna per dare supporto agli imprenditori. Cavallari come è nata l’idea? «Tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 ho pensato di proporre questo progetto innovativo per gli imprenditori. Si tratterà di uno sportello gratuito». Gli imprenditori sono in difficoltà? C’è la necessità di un servizio di questo tipo con gli anni di crisi che stiamo attraversando? «Sì, molto. Ne ho visti diversi e per questo ho avuto l’idea. Ci vuole supporto nella fase di avvio dell’impresa o della sua ripartenza, e in tutti i cambiamenti, le ristrutturazioni... E della crisi, ovviamente». Ha visto molti imprenditori negli ultimi anni nel suo studio? «Sì, ne ho incontrati alcuni in studio e altri nei gruppi di lavoro di cui faccio parte. C’è chi vive brutte batoste». Può farci qualche esempio? «Ad esempio ho visto molti esempi di problemi legati anche ai pensionamenti. C’è chi viene e mi racconta che è sfinito perché vorrebbe andarci e non ci riesce, e altri che ci vanno anziani e non vorrebbero, e si ritrovano anche ad affrontare il passaggio difficile verso la terza età: in questo caso vivono la pensione come una sconfitta». È difficile per uomini travolti dagli impegni e talvolta dalla crisi avvicinarsi allo studio dello specialista? «Lo stereotipo dice che l’imprenditore è forte se affronta tutto da solo, ma deve capire che invece non è solo. Per questo offriremo sostegno anche alle loro famiglie. Lo psicologo non è uno strizzacervelli, non ci va chi è malato, ma è invece un valido strumento di aiuto per tutti». La vita dell’imprenditore può essere pesante anche per la sua famiglia. Le capita che a rivolgersi a lei siano i parenti? «Sì, succede. Proprio per questo aiuteremo anche le famiglie che si rivolgeranno a noi». Come si aiuta un imprenditore in crisi? «Si valuta ovviamente di caso in caso. Faremo prima degli incontri di orientamento gratuiti, e poi decideremo come agire in base al problema. In alcuni casi occorrerà proseguire con un percorso di incontri col terapeuta, in altri invece consiglieremo di prendere parte a seminari con incontri di gruppo che organizzeremo con vari imprenditori».

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